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26.03.2019

L'IVA assolta con autofattura equivale a quella assolta in dogana

Giorgio Confente e Nadia Gentina in 'il fisco' n. 13 del 2019

La Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 4397/2019, in esame, è nuovamente intervenuta sul tema dell’utilizzo virtuale del deposito IVA, ex art. 50-bis del D.L. n. 331/1993, conseguente alla mancata introduzione fisica dei beni al suo interno. [...]

11.02.2019

La responsabilità solidale che si traduce in responsabilità oggettiva

Giorgio Confente e Nadia Gentina, in 'il fisco' n. 7 del 2019

La Corte di cassazione, nella sentenza n. 877 del 16 gennaio 2019, ha affermato che è legittimo determinare il valore normale sulla base del prezzo di acquisto sostenuto dal cedente, ai fini della responsabilità solidale prevista dall’art. 60-bis del D.P.R. n. 633/1972...

 

17.12.2018

Spetta il rimborso alla società cessata anche se sopravvive la partita IVA

Giorgio Confente e Nadia Gentina, Il Fisco n. 47 del 2018, pag. 1-4587

Il principio espresso dai giudici della V Sezione della Commissione tributaria regionale di Bologna nella sentenza n. 2348/2018 interviene su di una ricorrente situazione di diniego del rimborso dell’imposta, per cui gli operatori si trovano negata la restituzione del credito residuo richiesto con la dichiarazione IVA, per il fatto che la partita IVA risulta ancora attiva pur in presenza di effettiva chiusura dell’attività...

26.10.2018

Detraibile l’IVA sui costi relativi al welfare aziendale

Giorgio Confente e Nadia Gentina, Il Fisco n. 40 del 2018, pag. 1-3867

Con l’ordinanza n. 22332/2018 pubblicata in data 13 settembre 2018, la Corte di cassazione ha statuito la detraibilità dell’IVA assolta per l’acquisto di benefit erogati ai figli dei dipendenti. Il convincimento dei giudici di legittimità si forma sulla considerazione dell’esistenza e configurabilità di un “nesso economico” tra i costi sostenuti per i servizi offerti dal datore di lavoro a beneficio dei propri dipendenti, e il complesso delle attività economiche condotte dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa. La Suprema Corte in tal senso qualifica i costi di cui trattasi quali oneri relativi all’acquisizione di “prestazioni accessorie rispetto alle esigenze dell’impresa” e pertanto qualificabili quali “spese generali” connesse al complesso delle attività economiche dell’azienda.

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